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TOXOPLASMOSI E GRAVIDANZA
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noriland

Bimbyna appassionata
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italy
MessaggioInviato: 07 Set 2008 19:00:08    Oggetto:  TOXOPLASMOSI E GRAVIDANZA
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TOXOPLASMOSI E GRAVIDANZA

Che cos'è

La toxoplasmosi è una zoonosi causata dal Toxoplasma gondii, un microrganismo che compie il suo ciclo vitale solo all'interno delle cellule.
Il parassita può infettare moltissimi animali (dai mammiferi agli uccelli, dai rettili ai molluschi) e può trasmettersi da un animale all'altro attraverso l'alimentazione con carne infetta.
Il Toxoplasma gondii non si trova solo nella carne, ma anche nelle feci di gatto e nel terreno in cui abbia defecato un gatto o un altro animale infetto.


Fonti di infezione

Studi recenti (tra cui uno pubblicato sul British Medical Journal, che ha coinvolto anche due centri italiani di Napoli e Milano) indicano tra le principali fonti di infezione il consumo di carne cruda e semicruda (carpaccio, prosciutto crudo, capocollo, tartara, salsicce, carne salata ed essiccata).
Dai risultati emerge che i fattori di rischio principali sono legati all'alimentazione (dal 30 al 63% dei casi dovuti all’assunzione di carne di maiale e agnello poco cotta).
È quindi necessario evitare di assaggiare la carne mentre la si prepara e lavarsi molto bene le mani sotto acqua corrente dopo averla toccata.
Uno studio eseguito su donne italiane ci riporta che, se si evita di mangiare carne cruda, semicruda e salumi durante la gravidanza, può essere evitato il 41% delle infezioni in gravidanza.
Un'altra fonte di contaminazione (accertata recentemente anche da uno studio pubblicato sul British Medical Journal realizzato sulle donne europee) è la terra di orti e giardini, dove animali infetti possono aver defecato.
È quindi necessario che chi svolge attività di giardinaggio si lavi molto bene le mani prima di toccarsi la bocca o la mucosa degli occhi.
Lo stesso vale per il consumo di ortaggi e frutta fresca, che va lavata accuratamente sotto acqua corrente.
Infine, negli ultimi anni si è ridimensionata l'attenzione nei confronti del gatto come portatore della malattia, in particolare se si tratta di un gatto domestico, alimentato con prodotti in scatola e la cui lettiera è cambiata tutti i giorni.
Il vero serbatoio della toxoplasmosi è invece rappresentato dai gatti randagi, che si infettano cacciando uccelli e topi contaminati, e che possono defecare nel terreno rilasciando Toxoplasma anche per diverse settimane.


Come si manifesta

I sintomi della toxoplasmosi possono essere molto tenui: gonfiore alle ghiandole della testa e del collo, febbricola, dolori muscolari o articolari, stanchezza ma in genere si tratta di una malattia asintomatica che una volta contratta non segnala la sua presenza con dei malesseri particolari.


Cosa fare subito

Appena scoperto lo stato di gravidanza recatevi dal vostro medico che sicuramente vi sottoporrà al toxo test, un esame per stabilire se siete protette dagli anticorpi (e quindi se prima della gravidanza avete contratto la malattia). Questo esame andrà poi ripetuto con una frequenza mensile per tutta la durata della gravidanza per intervenire, in caso di contagio, con le terapie adatte a ridurre al minimo il rischio di passaggio della malattia al feto.


Come viene diagnosticata


Con un'analisi del sangue in cui si ricercano degli anticorpi specifici (test IgG-IgM). Se le IgG risultano positive e le IgM negative, significa che la persona ha già contratto l’infezione e quindi ora è protetta. Se le IgG sono negative c'è il rischio di contrarre l'infezione, quindi andranno prese delle specifiche precauzioni. Se le IgM sono positive, si potrebbe trattare di infezione in atto, e quindi con il rischio di trasmissione al feto.
Le IgM possono permanere a lungo (un anno e oltre), anche se l'infezione è superata. Per questo motivo, nei casi in cui le IgM risultano positive, è importante richiedere il test di avidità delle IgG, in cui è possibile stabilire se l'infezione è pregressa, cioè è stata contratta da almeno 3-4 mesi (presenza di IgG più "mature", quindi ad alta avidità). Questo test permette di escludere un'infezione in corso o recente e di aumentare le probabilità di sospetto, pur non arrivando a un 100% di certezza.



Come si cura

Nel caso in cui la donna dovesse essere contagiata durante la gravidanza, è possibile bloccare la trasmissione dell'infezione al bambino attraverso un trattamento antibiotico.
Il più utilizzato è quello con spiramicina, un antibiotico ben tollerato sia dalla madre sia dal feto.
Qualora il feto risulti contagiato, uno studio multicentrico (consultabile su Am. J. Obstet. Gynecol., 1999) ha dimostrato che esistono combinazioni antibiotiche più efficaci (pirimetamina e sulfadiazina con acido folinico per ovviare a eventuali problemi al midollo osseo causati da questi farmaci) almeno nell'impedire la comparsa di postumi all'anno di vita: l'uso di questa combinazione è d'obbligo quando la trasmissione dell'infezione al feto ha un riscontro attraverso l'amniocentesi.
Nel caso in cui il trattamento non sia stato adeguato o sia iniziato troppo tardi, il bambino potrebbe avere una malattia grave già visibile alla nascita.
Con le attuali possibilità di trattamento, almeno il 90% dei bambini con toxoplasmosi congenita nasce senza sintomi evidenti e risulta negativo alle visite pediatriche di routine. Solo attraverso indagini strumentali più raffinate possono essere rilevabili piccole anomalie a carico dell'occhio e dell'encefalo.
Le probabilità di trasmissione dell'infezione materna al feto aumentano man mano che la gravidanza progredisce: i bambini la cui mamma abbia contratto la toxoplasmosi dopo le 16-24 settimane di gestazione appaiono spesso normali alla nascita, anche se opportune indagini strumentali possono mettere in rilievo alcune anomalie.
I feti contagiati nelle prime settimane di gravidanza sono quelli che subiscono le conseguenze più gravi dell'infezione congenita: interruzione spontanea della gravidanza, idrocefalia, lesioni cerebrali che possono provocare ritardo mentale ed epilessia, ridotta capacità visiva che può portare fino alla cecità.
Nel terzo trimestre il contagio è anche più frequente, ma le conseguenze sono molto meno gravi: spesso il bambino nasce apparentemente indenne e la malattia è rivelata solo attraverso analisi di laboratorio.
Naturalmente, il bambino entra subito in cura non appena viene diagnosticata la malattia.



Precauzioni in gravidanza


arrow Prestate attenzione a ciò che mangiate

arrow Evitate carne cruda o poco cotta, salumi e insaccati.
Dopo aver manipolato carne cruda evitate di toccarvi gli occhi, il naso e la bocca con le mani non lavate. Per maggior sicurezza potete congelare la carne (compresi gli insaccati) a una temperatura inferiore a –12,5°.
arrow Lavate bene le stoviglie e i piatti che sono stati a contatto con carne cruda.
arrow Lavate accuratamente la frutta e la verdura prima di mangiarla.
arrow Non mangiate verdura e frutta al ristorante.
arrow Non bevete acqua non imbottigliata.
arrow Non bevete latte crudo (non pastorizzato).
arrow Non mangiate uova crude, né zabaione o maionese.



Exclamation Se avete un gatto in casa



arrow Chiedete ad altri di vuotare la lettiera del gatto.
arrow Se non avete nessuno che possa farlo al posto vostro, indossate sempre guanti e vuotatela ogni giorno perché le cisti del parassita si schiudono dopo tre giorni a temperatura ambiente.
arrow Non fatelo uscire, per evitare che si cibi di topi e uccelli.
arrow Alimentatelo solo con cibi secchi o ben cotti.


In giardino

arrow Indossate sempre i guanti, perché la terra potrebbe essere contaminata dalle feci del gatto.

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bimby - Thermomix
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MessaggioInviato: 07 Set 2008 19:00:08    Oggetto: Adv






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carica82

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carica82 is offline 

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italy
MessaggioInviato: 10 Gen 2009 09:54:42    Oggetto:  
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Rispondi citando

io fortunatamente sono immune infatti l'ho fatta in modo asintomatico.
Probabilmente l'ho contratta mangiando il crudo, salume che io adoro, per tutte coloro che non sono immuni mi raccomando a ciò che mangiate ok!

_________________


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